Domanda n.5909 del 09/05/2014



Domanda:
Sono una dipendente pubblica a tempo indeterminato e percepisco 2300 al mese netti ho 2 finanziarie in regola da 330 al mese in totale posso chiedere 23000 euro da restituire in 10 anni per spese di studio per uno dei miei figli?
Premetto che recentemente ho rifiutato una offerta di prestito quindi credo qualunque banca possa vederlo nel proprio database ma sono sempre stata solvente con le mie rate senza alcun tipo di problema.
Potrei ottenere tale somma?
(Domanda inserita il 09-05-2014 sulla pagina: Rata e durata di un prestito da 10000 euro)

Risposta:
Gentile Utente,
con un contratto a tempo indeterminato in un ente pubblico ed un importo così elevato la forma di prestito più adeguato, vista anche la durata del periodo di rimborso, è la cessione del quinto dello stipendio.
La Sua quota cedibile (ossia l'importo della rata mensile che Le verrà pignorata sullo stipendio) dovrebbe essere pari a circa 500 euro; nella cessione ci sono numerosi parametri che, a fronte di una stessa quota cedibile, determinano anche grandi differenze relativamente a quanto si può ottenere; va comunque detto che noi, pur non conoscendo dati fondamentali (quali età, stato di salute, anzianità di servizio) pensiamo che la Sua quota cedibile sia sufficiente ad ottenere quanto Le serve. L'unico limite reale è la presenza di un TFR accumulato pari alla cifra che andrà a richiedere, ossia i 23.000 euro.
La presenza di altre rate è del tutto ininfluente per ottenere il prestito mediante cessione del quinto: la finanziaria, infatti, ha la certezza di incassare la rata proprio perchè, come Le dicevamo, l'importo verrà detratto dal Suo stipendio direttamente dal datore di lavoro.
Avendo Lei uno stipendio abbastanza consistente, che determina una quota cedibile forse superiore al necessario per ottenere i 23.000 euro, Le ricordiamo che la cessione può essere anche parziale, ossia riguardare solo una parte della quota cedibile. La motivazione che adduce, ossia il sostenimento delle spese di studio di uno dei Suoi figli, è del tutto ininfluente: la cessione è un Suo diritto e, trattandosi di prestito personale, nessuna indicazione di spesa può precluderne l'erogazione.
Per concludere un cenno al Suo rifiuto di un prestito in tempi recenti: va detto che se la finanziaria aveva attivato una istruttoria e Lei ha rifiutato nonostante la disponibilità ad erogare, allora la finanziaria stessa avrà provveduto a fare la segnalazione, in banca dati, di rifiuto da parte del richiedente; in tal caso dovrà attendere un mese dalla data di rifiuto per poter fare nuova richiesta. Va comunque detto che essendo la procedura di cessione abbastanza articolata può comunque iniziare ad informarsi presso una o più finanziarie e iniziare a predisporre i documenti necessari.
Saluti.
La redazione

La risposta inserita e' stata esauriente?   
Si    No



Valutazione dell'articolo
Domanda n.5909 del 09/05/2014

Questo articolo ti è stato utile? Lascia il tuo voto, ci sarà utile per migliorare il servizio.
Voto:4.3 su 5    -    Numero voti: 4