Domanda n.15777 del 02-11-2016



Domanda:
Salve,
sono un impiegato a tempo indeterminato da 21 anni con un reddito mensile di 1900 euro al mese, fine del 2008 l'azienda richiede la cigo creando un bel po' di problemi ai monoreddito, avevo un mutuo con una banca che non sente le difficoltà del cliente e per la tipologia di contratto mutuo non prevede alcun tipo di ammortizzatore, l'azienda riprende a lavorare e decido di portare il mutuo con un po' di liquidità per sanare degli impegni presso un altra banca che accetta il tutto, di nuovo la cassa riuscendo a pagare le rate del mutuo lasciando altri pagamenti, per far fronte a problemi di salute chiedo un finanziamento di 84 rate per un importo mensile di 86 euro, altri problemi maturati sempre per la perdite di ore di lavoro mi costringono a fare un altro prestito facendomi carico di un rata a 120 mesi di 353 euro, il mutuo di casa pesa 620 euro e sono al perfetto collasso;
ho fatto le varie richieste per posticipare delle rate e mi sono state accordate ma onestamente non posso richiedere più nulla perché ho utilizzato tutto.
Ho provato a parlare del mio problema con una persona che lavora nel mondo finanziario (non dei prestiti) e mi ha consigliato di farmi seguire da un legale per cercare di mediare una situazione che non poteva essere assolutamente accordata, anzi, favorendo il mio indebitamento; questa persona tra l'altro mi ha detto che la banca avrebbe dovuto trovare la soluzione evitando tutti questi finanziamenti che assorbono oltre il 50% del reddito di una famiglia composta da 2 adulti e 2 minori.
Dopo questa lunga presentazione la mia domanda è questa: premesso che voglio onorare tutti i miei impegni in quanto le somme mi sono state concesse, esponendo la mia posizione ad un legale che mi rappresenti, quindi andare incontro a delle spese legali, potrei far notare alla banca che quanto mi è stato concesso è fuori regola e cercare di trovare una soluzione per abbassare la rata di 1100 euro circa mensili a fronte di un reddito mensile di 1900 euro? La stessa persona che mi ha consigliato di rivolgermi ad un legale (che tra l'altro non ho individuato) mi ha accennato che questa posizione mi ha recato un danno, è vero che nel momento di necessità ho ottenuto quanto richiesto sollevandomi dai tanti problemi ma nello stesso tempo ne hanno creati troppi per l'importo che mensilmente devo sostenere. Ho pensato alla soluzione estrema! Licenziarmi per prendere quanto rimane del tfr per eliminare i prestiti e tornare al lavoro di venti anni fa, ma se riuscissi a trattare con la banca sarebbe meglio.
Un consiglio per potermi muovere e sperare di trovare un po' di luce quale potrebbe essere?
Saluti.
(Domanda inserita il 02-11-2016 sulla pagina: Rata e durata di un prestito da 30000 euro)

Risposta:
Gentile Utente,
la situazione che ci prospetta è complessa e la prima cosa che ci teniamo a dire è che non abbiamo una soluzione ma ci permettiamo di fare alcune osservazioni.
La prima e più importante è che crediamo che il ricorso ad un legale per sostenere che ci sia stato un danno nei Suoi confronti per un "eccesso di finanziamento" ci appare poco sensato.
Il motivo è presto detto: la finanziaria non è vincolata per legge a parametri di fattibilità; se essa decide di correre il rischio può erogare anche a favore di un sovraindebitato e non per questo si può considerare tale atteggiamento un reato.
In più va detto che la sequenza con cui ha richiesto mutuo e finanziamenti ha fatto si che si arrivasse a questa situazione:
- prima ha chiesto il mutuo ed è stato erogato perché il reddito era sicuramente sufficiente a sostenere la rata di 620 euro.
- poi ha chiesto un finanziamento ma con rata piuttosto contenuta, 86 euro, ed è per questo, a nostro parere, che è passato.
- infine il prestito a 120 mesi con rata di 353 euro è sicuramente una cessione del quinto perché altrimenti non glielo avrebbero concesso con un mutuo ed un altro prestito. Invece in caso di cessione tutta la situazione debitoria del richiedente non viene nemmeno presa in considerazione dalla finanziaria in quanto il pagamento delle rate è certo in virtù del prelievo alla fonte. Tale modo di procedere, ossia primi i prestiti di firma e poi i prestiti pignoratizi, è un ottimo modo per aver più finanziamenti ma poi pone il debitore in una situazione di stallo, proprio perché a causa del sovraindebitamento non c'è più margine di manovra.
L'unica tentativo che ci viene in mente è rinegoziare il mutuo con la banca, per cercare di abbassare la rata allungando il periodo di restituzione.
Purtroppo visti i due prestiti non crediamo che riuscirebbe a fare una surroga più liquidità presso un'altra banca; se fosse possibile potrebbe surrogare il mutuo e con la liquidità in aggiunta chje ricaverebbe potrebbe estinguere almeno parte dei restanti debiti. Forse rivolgersi ad una banca e chiedendo questa operazione andrebbe fatto, più che un rifiuto non potrebbero accadere.
Altre ipotesi, purtroppo, non abbiamo da farne.
Saluti.
La redazione

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