Rilevare una attività avviata. Un prestito è possibile? E con quali garanzie?



Domanda:
Buona sera.
Ho la possibilità di rilevare il posto dove lavoro. Ha un utile annuo di 160000 euro, levando le spese rimangono dai 60000 ai 65000 di utile da cui sottrarre le tasse.
Volevo sapere che cifra di prestito avrei accesso ( io pensavo 30000) e in caso quale sarebbe la cifra della rata migliore per affrontare la cosa e il tempo consigliato della durata del prestito.
Non so se sono stata molto chiara nel discorso.
Comunque aspetto una vostra risposta.

(Domanda inserita il 04-05-2017 sulla pagina: Rata e durata di un prestito da 30000 euro)


Risposta:
Gentile Utente,
avere un prestito per rilevare una attività, per quanto produttiva sia, è sempre molto difficile ed il motivo è legato all'alto rischio che la banca o finanziaria devono affrontare per l'operazione.
La prima domanda che si pone la finanziaria in casi simili è: cosa succede se l'attività rilevata non mantiene la sua profittabilità? E' una domanda del tutto lecita perché la nuova gestione che Lei andrebbe ad esercitare è completamente fuori dal controllo della finanziaria stessa. In caso di errori da parte Sua nell'amministrazione dell'azienda la finanziaria perderebbe parte (o tutto) il capitale prestato.
In base a quanto detto si può affermare che il prestito di 30.000 euro che Le occorre è fattibile solo laddove Lei possa rimborsarlo in ogni caso, a prescindere quindi dalle prestazioni economico-finanziarie dell'attività. Se Lei dispone di forti garanzie a copertura, siano essi immobili da ipotecare, fidejussioni bancarie, cointestatari o garanti del prestito, il rischio verrà corso, altrimenti no.
Ottenere 30.000 euro, anche a dieci anni, implica una rata mensile di almeno 400 euro. La finanziaria imporrà che il reddito del richiedente (e di eventuali coobbligati) sia a tale rata proporzionato, e quindi di un valore mensile di circa 2.000 euro, ripetiamo, a prescindere dall'andamento degli affari della azienda da rilevare.
Se non ci sono questi presupposti Lei non ha bisogno di una banca che finanzi l'attività ma di un socio, ossia qualcuno che corre il rischio di investire perché crede nell'attività e si adopererà per prendere le decisioni strategiche e per affrontare quelle quotidiane al fine di andare in utile. Il rischio di fare impresa è molto alto, più alto di quello che può correre un mero finanziatore esterno come una banca.
Ad ulteriore conferma di quanto detto sta il fatto che in questo tipo di finanziamenti è vitale riuscire ad usufruire di prestiti agevolati, ossia quei prestiti messi a bando dall'Unione Europea o dallo stato Italiano in cui almeno una percentuale è garantita dall'ente che fa il bando.
Saluti.
La redazione
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