Domanda n.1705 del 06/09/2012
Domanda:
Salve, mi servirebbero 15.000-20.000 euro per l'aquisto della prima casa. Ho un lavoro a tempo determinato (no cococo o roba del genere) presso un ente statale che scade il 16/04/2014 con probabile proroga di anno (04/2015) in più, a garanzia, il 04/2014 riceverò il TFR del precedente lavoro (più di 8000 euro che grazie alla legge Monti per gli enti pubblici è stato congelato per 2 anni) e inoltre nel 07/2015 riscuoterò il premio proveniente da un'assicurazione stipulata nel 2005 (circa 15000 euro). Secondo voi posso richiedere il prestito senza garante e senza ipoteca?
Risposta:
Gentile Utente,la situazione non è favorevole, nonostante i crediti che vanta nei confronti del precedente datore di lavoro (TFR) e la Sua compagnia assicuratrice. Da questi, infatti, riceverà un flusso di denaro superiore alla cifra che vorrebbe ottenere in prestito, ma purtroppo tale flusso si realizzerà in un prossimo futuro, ossia il 2014 e 2015.
Allo stato attuale delle cose l'unica fonte di reddito su cui Lei può contare, ed utilizzare come garanzia della possibilità di far fronte alle rate del finanziamento, è esclusivamente quella derivante dal contratto di lavoro a tempo determinato in essere fino all'aprile 2014.
Viene da se che non è pensabile ottenere la cifra che Le serve (anche ottimisticamente solo 15.000 euro) con un prestito a 18 mesi, periodo che coincide alla parte restante di contratto di lavoro che Lei ha diritto a mantenere e per la quale avrà un reddito. Non solo: a nostro avviso anche la presenza di un garanzia aggiuntiva non sarebbe sufficiente; anche non dichiarandoci quanto sia il Suo reddito mensile, è proprio il rapporto tra questo e l'entità della rata che ci sembra troppo sbilanciato perchè si possa arrivare ad una soluzione positiva. Anche nel caso volesse ricorrere ad un mutuo ipotecario (richiedendo però una cifra superiore, difficile con questi scendere sotto i 30.000 euro) avrebbe difficoltà a trovare una banca pronta ad erogare in virtù, come dicevamo prima, del rapporto di lavoro garantito da un contratto troppo breve; relativamento a questo, per concludere, la possibilità di una proroga, in quanto "possibilità", non ha alcun valore e, come tale, non può favorire l'esito dell'intera pratica.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 07-09-2012
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