Prestito di 1.000 o 2.000 euro al primo anno di partita IVA, ci sono possibilità di ottenerlo?

Quando si apre una partita IVA, per poter essere finanziati, occorre che sia possibile dimostrare almeno un anno di reddito


Domanda:

Mini Prestito con partita iva
Buongiorno, sono una lavoratrice autonoma a partita iva (aperta un anno fa) ho il cud e alcune buste paga di un lavoro da dipendente terminato a inizio anno, vorrei chiedere un miniprestito bancoposta da 1000/2000
È il primo prestito, ci sono possibilità di ottenerlo?

(Domanda inserita il 06-07-2019 sulla pagina: Mini Prestito BancoPosta, fino a 3.000 euro sulla Postepay Evolution)


Risposta:
Gentile Utente,
da quanto ci dice pensiamo che sia molto improbabile che possa essere finanziata. Le spieghiamo di seguito il perché.
Quando si è lavoratori autonomi per poter ottenere un prestito il documento da fornire per attestare il reddito è il Modello UNICO. In esso sono presenti molti dati di cui il fondamentale è il reddito netto percepito.Il Modello fa riferimento all'anno solare precedente a quello di dichiarazione.
Nel Suo caso questo modello riguarderà il reddito percepito da apertura della partita Iva al 31 dicembre 2018. Questo è l'unico dato che interessa alla finanziaria per capire quanto Lei guadagni e se sarà ragionevolmente in grado di pagare le rate del prestito. Risulta evidente che qualsiasi importo esso sia è stato maturato in pochi mesi di lavoro e per di più in una nuova attività, con tutti i rischi di avviamento che essa comporta. Poste, a nostro modo di vedere, non potrà mai fidarsi di un dato così fragile per decidere se Lei sarà in grado di pagare le rate per ventidue mesi, ossia le rate del piano di rimborso del Mini Prestito.
Nei fogli informativi del prestito non c'è un riferimento preciso al tempo ma per esperienza sappiamo che la maggior parte delle finanziarie richiede spesso anche ventiquattro mesi dall'apertura della partita Iva per accordare un finanziamento.
Per quanto attiene invece alla documentazione reddituale costituita dal CUD essa è ininfluente in quanto il rapporto di lavoro è ora cessato. Ciò che importa, infatti, è che ci sia una ragionevole certezza sul reddito futuro più che quello che è avvenuto nel passato perché le rate saranno addebitate, appunto, in un periodo futuro.
Una soluzione da provare sarebbe comunque chiedere il prestito, senza farsi troppe illusioni, ma potrebbe portare un aiuto, sebbene non necessariamente risolutivo, presentare un garante. Per la finanziaria poter contare su un secondo soggetto per eventuali rate da Lei non pagate è sempre una cosa auspicabile e, ripetiamo a volte risolutiva.
Saluti.
La redazione
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Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 06-07-2019

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