Domanda n.6035 del 26/05/2014
Domanda:
Sono un'insegnante a tempo determinato, lavoro da dieci anni in maniera continuativa tutto l'anno. Ho una busta paga ministeriale di 1300,00 euro al mese e non ho altri finanziamenti in corso. Vorrei chiedere un prestito di 25.000,00 euro per ristrutturare una casa di mia proprietà. Mio padre ha una pensione di 1500,00 euro al mese ma paga già una rata di 500,00 al mese. Potrebbe farmi da garante ugualmente?Potrei ottenere il finanziamento?
Grazie
Risposta:
Gentile Utente,nel caso di contratti a tempo determinato le finanziarie impongono che la durata del contratto di prestito sia pari o meglio inferiore a quella del contratto di lavoro.
Va da se che, in queste condizioni, possono essere erogati prestiti di importo molto contenuto e lontanissimi dai 25.000 euro che Le servono.
La presenza di un garante ha poco effetto; potrebbe averlo se l'importo richiesto determinasse un breve sconfinamento (due - tre mesi) del piano di rimborso rispetto al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Il fatto che abbia un consolidata continuità (10 anni) non le da molto vantaggio: chiunque potrebbe obiettare che ciò che è avvenuto fino ad oggi potrebbe, purtroppo, non ripetersi per il futuro.
La presenza della casa stessa (di Sua proprietà) funge da garanzia accessoria, ossia si configura come bene da aggredire laddove non vi sia il pagamento delle rate. Il Suo carattere, appunto "accessorio", non sostituisce la garanzia reddituale, elemento imprescindibile nel prestito personale e nel mutuo per ristrutturazione.
Da quanto detto avrà intuito che non ha molto margine di movimento; in tempi passati avrebbe potuto trovare questa o quella agenzia che, su base si un proprio storico di prestiti a persone nella Sua stessa condizione, avrebbero erogato anche nei Suoi confronti (sebbene parzialmente, crediamo). Oggi non è più così, il credito viene concesso con il contagocce e le società di assicurazione sono molto più guardinghe.
L'unica soluzione apparentemente percorribile sarebbe far ricorrere direttamente Suo padre ad un prestito garantito da prelievo alla fonte, ossia una cessione del quinto della pensione. A quanto ci dice il genitore è gravato da una rata di 500 euro; ciò ci fa pensare che non si tratti di una cessione già avvenuta (500 euro sono più di un quinto della pensione netta).
Se abbiamo ragione, e la rata in questione deriva da un comune prestito personale, allora Suo padre ha margine per la cessione: in sede di delibera di quest'ultima la presenza della rata già in essere non inciderà, trattandosi il prelievo della rata per cessione del quinto effettuato direttamente alla fonte e quindi sicuro. Neanche a dirlo che seguirà un accordo del tutto informale tra Lei e Suo padre al fine di stabilire che mensilmente Lei provvederà a rimborsare la rata derivante dal nuovo prestito.
Va molto ben sottolineato che, in tal modo, potrebbe ottenere del credito ma rimarrebbero in essere tutti i rischi che impedivano che Lei potesse agire autonomamente con un finanziaria, ossia il fatto che se non dovesse avere ancora rinnovato il contratto continuativamente esporrebbe stavolta Suò padre a rischio di insoluti.
Se questa soluzione prospettata sarà fattibile e da Voi scelta va infine osservato che l'importo che Suo padre potrebbe essere inferiore ai 25.000 euro; usiamo il condizionale perché, per determinare l'entita dell'importo massimo ottenibile con una cessione occorre conoscere molti dati del richiedente di cui non siamo a conoscenza.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 27-05-2014
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