Domanda n.1175 del 29/03/2012
ovviamente a discrezione dell'azienda.
Grazie
la prima variabile da escludere come impedimento alla concessione del prestito delega è la segnalazione in crif, specie laddove a seguito di tale segnalazione non sia in attesa di eventuale pignoramento a seguito di azioni di recupero crediti. Il prestito delega, come per la cessione del quinto, prevede infatti il prelievo alla fonte e ad opera del datore di lavoro.
Anche il fatto che Lei sottolinea relativo all'età anagrafica non incide date le soglie temporali per il pensionamento. Il limite che si pone invece con forza è la tipologia di contratto: un contratto a tempo determinato, per di più in essere già da 30 mesi, difficilmente avrà una durata residua tale da consentire questa forma di finanziamento: generalmente un prestito con delegazione di pagamento ha durata minima di 24 mesi.
Se riesce, in accordo con il datore di lavoro, a rimuovere questo impedimento sarebbe possibile accedere al prestito delega, sempre nei limiti che vogliamo ricordarLe onde evitare di iniziare una azione con le migliori speranze e poi rimanere delusi: l'erogazione di prestiti di questo tipo sono strettamente legati a parametri su cui Lei non può agire, ossia:
1) lo storico pregresso di cessioni e deleghe effettuate in seno alla azienda presso la quale lavora
2) il comportamento del Suo datore nel regolare adempimento dei pagamenti delle cessioni e deleghe precedentemente gestite
3) il conseguente rating della azienda presso le agenzie assicuratrici.
Spiegando brevemente i punti diciamo:
1) è importante che il datore di lavoro abbia già gestito pagamenti per cessione del quinto e deleghe e abbia soddisfatto la condizione del seguente punto 2
2) i pagamenti delle rate devono essere stati fatti rigorosamente nei tempi e nei modi previsti dal contratto di prestito, senza ritardi ed omissioni, anche parziali
3) la finanziaria che deve erogare il prestito dovrà osservare che, a seguito delle precedenti operazioni dei punti 1 e 2, il rating (ossia il voto) dato alla Sua azienda sia elevato e, di conseguenza, attesti l'affidabilità del datore di lavoro.
Saluti.
La redazione
Domanda posta alla redazione il 08-01-2013:
salve,ho un contratto a tempo indeterminato,ho busta paga da 1070 euro al mese,non sto in affito e sono sola,posso chiedere alla Posta 10.000 euro?
grazie!Cordiali saluti
Risposta:
Gentile Utente,
può provare ma non sappiamo ipotizzare cosa Le diranno.
Infatti, se non dispone di un conto corrente BancoPosta, può richiedere il prestito denominato Prontissimo. Le verrebbe una rata di 250 euro per 4 anni (durata massima prevista da questo prestito) che è molto prossima al massimo che generalmente viene acettato come importo rata rispetto ad un reddito come il Suo.
Se, invece, ha un conto BancoPosta attivo potrà ricorrere al relativo prestito BancoPosta. Questo ha durata massima maggiore ed ecco che, allungando questa fino a 60 o 72 mesi (quindi 5 - 6 anni), avrà una rata di circa 200 euro e, di conseguenza, più possibilità di vedersi accordare il finanziamento.
Da ultimo, ma bisogna vedere se l'azienda presso la quale lavora è sufficientemente grande ed affidabile, potrebbe ricorrere ad una cessione del quinto. A tal proposito può leggere:
Quinto BancoPosta, la cessione del quinto di Poste Italiane.
Come può vedere le soluzioni possibili sono molteplici; la miglior cosa da fare in situazioni come questa è recarsi presso un ufficio postale e richiedere quali soluzioni possono essere accordate e farsi fare i relativi preventivi per vedere quale è la più conveniente.
Saluti.
La redazione