Reddito risultante da bonifici non fatturati. Va bene per un prestito di 3 o 4.000 euro?
Non è l'assenza della fatturazione in sé a impedire che il prestito possa essere erogato quanto altri particolari. Analizziamoli insieme.
Domanda:

Salve,
io ho un sito e vi pubblico all'interno della pubblicità per un noto programma di affiliazione.
Loro non mi chiedono di fatturare ma periodicamente mi bonificano quanto mi spetta dai lead generati.
Sono tutte transazioni senza IVA e così io non ho bisogno della partita IVA.
Nonostante questo io però per correttezza dichiaro tutto con il modello UNICO.
In questo caso posso richiedere un prestito?
Mi occorrerebbero 3 / 4000 euro per tante piccole spese che rimando da troppo tempo.
Ogni anno ho compensi per 5000 euro.
Grazie
(Domanda inserita il 28-04-2021 sulla pagina:
Il reddito: i sei punti da tenere bene a mente per ottenere un prestito)
Risposta:
Gentile Utente,un reddito proveniente esclusivamente da bonifici, anche ricorrenti, ma non dichiarato non può essere utilizzato per richiedere un prestito.
Nella tipica dinamica del lavoro irregolare i pagamenti avvengono per vie non tracciabili; tuttavia non è infrequente avere dei pagamenti mediante bonifico per i quali il pagatore si disinteresse per quanto attiene il lato fiscale, demandano a chi riceve il denaro il compito di dichiarare e versare.
L'esempio tipico sono i pagamenti provenienti dall'estero, come ipotizziamo sia il Suo caso.
Il fatto, tuttavia, che Lei dichiari regolarmente gli introiti Le darebbe qualche possibilità in più:
la finanziaria non è interessata allo strumento di pagamento o al tipo di fatturazione quanto ad appurare che dietro dei compensi ci sia un lavoro con un certo grado di stabilità.
Generalmente, chi arriva a dichiarare anche se non "costretto" è perché ha un rapporto ben avviato e che determina una continuità nei pagamenti che, essendo tracciabili, lo metterebbe a serio rischio di una indagine fiscale.
Nel Suo caso, dunque, sarebbe almeno parzialmente soddisfatto il requisito del reddito ma rimarrebbe la mancata possibilità di rivalersi su di esso con tempestività in caso di mancati pagamenti delle rate.
A nostro modo di vedere perché Lei possa richiedere e poi ottenere un prestito sarebbe d'obbligo l'intervento di una terza persona che faccia da garante.
Il nodo successivo, che purtroppo ha maggior peso nel definire l'esito della richiesta, è il rapporto tra il reddito ripartito in mensilità e il costo della singola rata.
Nella fattispecie anche il soddisfacimento del rapporto non sarebbe sufficiente a dare il via libera, e Le spieghiamo il perché:
se si ripartisce il reddito annuo, anche considerando esso già al netto delle imposte e dei contributi, nelle dodici mensilità canoniche otterremo un valore di 416 euro.
In sede di calcolo del costo del prestito, si può affermare che 3.500 euro (abbiamo mediato tra tre e quattromila euro) possano costare circa 90 euro al mese.
Il rapporto tra 416 euro (reddito) e rata calcolata determina una percentuale del 21%, dato che renderebbe erogabile il prestito.
Ciò che però impedirebbe questo è il fatto che il reddito è in termini assoluti troppo basso, e quello rimanente dopo il pagamento della rata lo sarebbe ancor di più.
In poche e semplici parole non potrebbero erogarLe il prestito perché non avrebbe un reddito rimanente idoneo a soddisfare i ben che minimi requisiti per il mantenimento di un bilancio mensile, anche nella migliore delle ipotesi, quindi solo Lei, senza spese legate alla casa, all'auto etc.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 28-04-2021
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