Domanda n.831 del 28/01/2012
Domanda:
in caso di morte dell'intestatario del prestito un'eventuale erede dovrà farsene carico?
(Domanda inserita il 28-01-2012 sulla pagina:
Prestiti senza garanzie, una forma di finanziamento impossibile)
Risposta:
Gentile Utente,premettiamo che tale quesito ha aspetti legali piuttosto complessi che esulano dagli argomenti trattati in questo sito. Fatta questa premessa (che sottointende che un approfondimento con un legale sarebbe senz'altro auspicabile) proviamo ad osservare cosa implica l'accettazione o la rinuncia ad una eredità.
Nel caso della rinuncia, accettando di non entrare in possesso delle quote spettanti del patrimonio del de Cuius (colui che è deceduto), l'erede non avrà, al pari, alcun obbligo di onorare eventuali debiti.
In caso di accettazione il codice civile prevede che essa possa essere pura e semplice o con beneficio di inventario. Nell'accettazione pura e semplice l'erede subentra ai debiti del de Cuius in maniera illimitata, ossia anche con il patrimonio personale non ereditato.
Con l'accettazione con beneficio di inventario, invece, l'erede accetta comunque l'accollo del debito del de Cuius ma soltanto nei limiti del patrimonio ereditato.
Da ciò emerge con forza che, in caso di eredità gravata da debiti, è sempre opportuno ricorrere ad una accettazione con beneficio di inventario. Il saldo tra patrimonio nell'asse ereditario e parte percentuale dei debiti da sanare potrà solo essere positivo o pari a zero. Vediamo un esempio banale con un pò di numeri: a seguito della morte di un genitore un figlio vede la propria quota ereditaria pari a 2.000 euro. Il de Cuius aveva, però, debiti per una quota di 20.000 euro. In base alla ripartizione tra vedova, figli e tutti i creditori d'eredità (gli altri eredi), il figlio, nel nostro esempio, dovrebbe accollarsi 4.000 euro del debito ereditato. Con una accettazione pura e semplice i creditori potranno aggredire anche il suo patrimonio personale fino al recupero dell'intera cifra; se invece il figlio ricorrerà ad una accettazione con beneficio di inventario i creditori potranno pretendere da lui, al massimo, 2.000 euro. Viene, infine, da sé che se fa rinuncia all'eredità ecco che nessun creditore potrà farsi avanti con lui.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 31-01-2012
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