Prestito di consolidamento di 32.000 euro con reddito da lavoro e reddito da locazione, che reddito complessivo occorre?

Per ottenere 32.000 euro in prestito per consolidamento occorrerebbe un reddito maggiore del Suo. Il reddito da locazione non deve essere considerato
Domanda:

consolidamento 32000 euro
Volevo un prestito monorata di 32000 mila euro per chiudere gli altri ora pago 445 euro al mese.
Mi viene 389 al mese la rata non me lo fanno fare.
Prendo 967 euro più 250 di affitto . Ho una casa di proprietà . Parlo di Intesa San Paolo .
È strana questa cosa. Ora non ho potuto pagare una rata ho chiesto di saltare una come dice la polizza ma non me lo fanno fare .

(Domanda inserita il 31-07-2019 sulla pagina: Prestito consolidamento debiti per cattivi pagatori)


Risposta:
Gentile Utente,
il fatto che non Le venga concesso un prestito di consolidamento di 32.000 euro è facilmente spiegabile: il Suo reddito non è sufficiente a far fronte alla rata di 389 euro che Le hanno calcolato!
Ai fini della determinazione del reddito atto a garantire per uno o più prestiti deve essere considerato solo quello da lavoro. Il reddito da locazione, nel Suo caso i 250 euro che percepisce in forma di affitto, non viene considerato in quanto per sua natura meno stabile: in estrema sintesi è molto più probabile che l'inquilino non riesca a pagarLe l'affitto per qualche mese che non il Suo datore di lavoro non riesca a versarLe lo stipendio per altrettanti periodi.
Dunque, in base a quanto detto, il Suo reddito netto mensile è di circa 1.000 euro. Per una banca / finanziaria la Sua rata massima ammissibile sarebbe intorno ai 250 euro, magari 300 se in presenza di altre garanzie.
Va da sé che con quello che può ricavare con un finanziamento con rate dell'importo appena citato non riesce a consolidare la Sua posizione.
Una soluzione possibile sarebbe, qualora ce ne fosse la possibilità, ricorrere a prestiti pignoratizi. Se Lei ne ha modo (dovrebbe lavorare in una azienda medio grande, meglio se pubblica o statale) potrebbe ricorrere ad una doppia cessione del quinto dello stipendio: una per 250 euro e l'altra di una frazione del quinto, per il restante importo richiesto per giungere ad un netto ricavo complessivo di 32.000 euro, quindi tendenzialmente 150 euro.
Essendo prestiti con trattenuta alla fonte del datore di lavoro, la banca / finanziaria si disinteresserà del rapporto tra reddito e totale rate pagate.
Se non ha modo di fare Cessione del quinto e Prestito delega purtroppo non vediamo altre soluzioni per la Sua situazione.

Per quanto attiene invece il salto della rata ci sembra strano quanto dice: se ha l'opzione deve poterla fare come previsto da contratto. Se in banca Le indicano che invece non può farla Le devono spiegare i motivi!
Per esperienza siamo portati a pensare che Le spiegheranno le motivazioni in maniera esauriente: loro non hanno alcun vantaggio a porLa nella condizione di saltare una rata; un cliente che non paga è comunque una perdita profitto immediato.
Saluti.
La redazione
La risposta inserita e' stata esauriente?   
Si    No
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 31-07-2019

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