Consolidare debiti per 72.000 euro al fine di abbassare la rata, con reddito di 1700 euro. Come procedere?
Una esposizione di 72.000 euro, a fronte di un reddito di 1.700 euro mensili, richiede un consolidamento con mutuo per liquidità. Analizziamo il perché
Domanda:

Salve ho dei finanziamenti in corso per un totale di euro 72000 e possibile fare un finanziamento per abbassare la rata perché ogni mese pago circa euro 1200?
Ho uno stipendio di circa 1700 mensili.
(Domanda inserita il 14-01-2020 sulla pagina:
Prestito Maxi di Intesa Sanpaolo, importi fino a 300.000 euro)
Risposta:
Gentile Utente,per consolidare una posizione così esposta l'unica modalità ammissibile è il mutuo per liquidità, sempre laddove nel pacchetto debitorio in essere non sia già presente un mutuo ipotecario.
Perché si deve ricorrere ad un mutuo e non ad un prestito di consolidamento? Perché un prestito non può eccedere i centoventi mesi e con tale durata e il reddito di 1.700 euro di cui dispone non c'è alcuna possibilità di ricavare i 72.000 euro per l'operazione.
Il mutuo per liquidità, invece, Le consente di dilatare i tempi della restituzione al fine di avere una rata consona al Suo stipendio e che Le permetta di affrontare le spese quotidiane con maggior serenità.
Facciamo ora dei conteggi specifici per definire come sarebbe composta il piano di rimborso del mutuo che dovrebbe richiedere.
La rata consona al Suo reddito è di circa 400 euro al mese.
Con 400 euro al mese il mutuo dovrebbe essere di durata che va dai 15 ai 20 anni.
Va sottolineato che un mutuo del genere ha un taeg che oscilla intorno al 2%, contro valori spesso in doppia cifra di un prestito di consolidamento. Ne deriva che il costo, in termini di interessi, è nettamente più basso col mutuo, anche se esso dura molto di più nel tempo.
Ma quale è lo scotto da pagare per utilizzare un mutuo invece di un prestito, avendo così una rata più bassa e proporzionalmente pagando anche meno interessi?
Lo scotto è rappresentato dal fatto che per erogare una qualsiasi credito a 15 o 20 anni non basta più che Lei garantisca con una firma sul contratto; occorre invece una garanzia reale (si legga Ipoteca) e quindi bisogna disporre di un immobile di proprietà per fornire tale garanzia.
Se non si dispone dell'immobile si dovrebbe disporre di altri titoli da porre a garanzia attraverso un pegno; l'esempio tipico è la disponibilità di obbligazioni o titoli di stato, ma è una forma di garanzia a cui difficilmente si può ricorrere nel Suo caso essendo più utilizzata dalle imprese.
In assenza dunque di un immobile Lei non riesce a consolidare.
Se nella composizione debitoria è presente un mutuo immobiliare va valutata la rinegoziazione ed eventualmente la surroga con liquidità: si tratta di sostituire il mutuo attuale con uno più lungo e, visto il mercato attuale, anche con tasso potenzialmente più vantaggioso.
Con questa operazione potrebbe ottenere anche della liquidità aggiuntiva per abbattere altre componenti del Suo debito, come ad esempio uno o più prestiti personali.
Quest'ultima soluzione va ragionata esattamente sulla Sua situazione ed è quindi difficile per noi fare ipotesi senza i numerosi dati che occorrono per fare valutazioni; ha molto più senso recarsi direttamente presso un istituto bancario e farsi fare un conteggio almeno indicativo.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 14-01-2020
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