Domanda n.1231 del 15/04/2012
Domanda:
sono dipendente comunale da 27 anni con uno stipendio di 1200 euro, ho una cessione del 5° di 250 euro per 120 mesi che sto rimborsando da un anno e un finanziamento con un residuo di circa 27000 euro a saldo, e' possibile fare un consolidamento a unica rata per 120 0 180 mesi .p.s. non sono interessata a nuove cessioni del 5°
(Domanda inserita il 15-04-2012 sulla pagina:
Prestito per consolidamento debiti, accorpare più finanziamenti in un'unica rata)
Risposta:
Gentile Utente,da quanto ci espone non ci sembra possibile riuscire a fare un consolidamento.
Tale affermazione deriva dai seguenti ragionamenti:
- consolidare una cessione decennale stipulata da 12 mesi è, economicamente, disastroso. Infatti una cessione a 120 mesi ha dei costi assicurativi sicuramente elevati e tali costi non verrebbero in alcun modo recuperati, così come quelli di istruttoria e mediazione. Inoltre il capitale restituito in così poco tempo (un anno) è assai poco.
Combinando questi due fattori, se estinguesse oggi la Sua cessione, Le verrebbe richiesta una cifra nettamente più alta della cifra ottenuta.
- con uno stipendio di 1.200 euro, una cessione da estinguere e un ulteriore debito residuo pregresso di 27.000 euro, non è assolutamente semplice trovare chi sia disposto a farle credito; c'è uno squilibrio troppo elevato tra reddito e debito
- una soluzione a 120 mesi non è pensabile, poichè non avrebbe vantaggi economici. La soluzione a 180 mesi è fuori dal discorso del credito al consumo e si potrebbe percorrere solo attraverso un mutuo di liquidità o, con altri limiti, un prestito vitalizio ipotecario. Entrambe necessitano di un immobile di proprietà da porre a garanzia mediante ipoteca; la soluzione del mutuo è difficile da ottenere perchè le banche sono restie ad utilizzare tale forma di credito a meno di una approfondita conoscenza del debitore e la disponibilità di questo di esporsi ottenendo cifre nettamente inferiori al valore dell'immobile. La seconda soluzione, il vitalizio, è assai costosa e, anche lì, l'immobile viene svalutato e, soprattutto, lo si mette a rischio per quanto riguarda la disponibilità per gli eredi.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 23-04-2012
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