Ottenere un Mini Prestito di 3.000 euro dopo aver fatto cessione del quinto, è fattibile?
La prossimità temporale della cessione, lo status di pensionato ed altri fattori che vedremo impediscono che possa essere erogato il nuovo finanziamento.
Domanda:

cessione del quinto Inps da 10000 euro, prestito ottenuto a febbraio 2021.
reversibilità di 1000 euro, rata mensile da 190 euro per 8 anni.
ho 69 anni posso richiedere un mini prestito di 3000 euro?
(Domanda inserita il 14-06-2021 sulla pagina:
Mini Prestito Bancoposta con altro prestito sempre presso Poste Italiane, con rata di 367 euro e pensione di 1.492 euro. Si riesce a prendere?)
Risposta:
Gentile Utente,tutta una serie di fattori impediscono, a nostro parere, che il nuovo prestito, seppur di modesta entità, possa esserLe erogato.
Quelli che subito si evidenziano come intralci di difficile rimozione sono:
- Il fatto che Lei abbia fatto la cessione del quinto da poco tempo e di durata maggiore di cinque anni
- Il fatto che Lei sia un pensionato, status che limita l'azione a prescindere se si tratti di pensione di reversibilità o di altre forme
- L'indisponibilità di un reddito residuo idoneo a fronteggiare la nuova rata
Vediamo i punto accennati e le loro implicazioni per poi trarre le conclusioni del caso.
1) La cessione del quinto è molto recente e non rinnovabile
La prima via di ulteriore finanziamento per chi ha in corso una cessione del quinto dello stipendio o della pensione è il rinnovo.Questa operazione è in sostanza l'estinzione della cessione precedente e l'erogazione di una nuova, basata su una durata maggiore o su un miglior sfruttamento della quota cedibile.
Nel Suo caso, però, non c'è margine per questo rinnovo.
Infatti l'operazione è possibile solo dopo aver pagato il 40% delle rate.
Stiamo dunque parlando di un limite per il rinnovo di cessione fino alla rata numero trentanove.
In quel momento, avendo Lei rimborsato i due quinti delle rate dovute, potrebbe fare estinzione e rinnovo ed ottenere nuova liquidità.
E' evidente che questo requisiti al momento Le manca ed è anche molto lontano nel tempo il suo raggiungimento.
Unica eccezione a tale regola è quella per cui è ammissibile il rinnovo in qualsiasi momento laddove Lei avesse stipulato una cessione del quinto a cinque anni, o meno.
Allora, anche con le sole quattro rate finora pagate avrebbe potuto rinnovare, ma esclusivamente con una cessione a dieci anni, cosa che Le sarebbe stata comunque utile perché la nuova liquidità avrebbe potuto raggiungere i 3.000 euro.
| Rinnovo della cessione del quinto | |
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Come procedere al rinnovo della cessione del quinto, quali sono i termini temporali, quali le alternative e i costi da sostenere
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2) Status di pensionato e limite del singolo pignoramento in busta
Qualora si abbia, come nel Suo caso, una cessione in corso e la necessità di ulteriore liquidità, una seconda via percorribile, dopo il citato rinnovo, è la cessione di una seconda quota di reddito, pari di nuovo fino al quinto, per farsi erogare un prestito con delegazione di pagamento (prestito delega).Questo prestito è già di per più difficile da ottenere rispetto alla cessione della prima quota per i dipendenti:
Il datore di lavoro può opporsi ed inoltre l'ente pensionistico rilascia la nuova quota con molta maggiore selettività, rendendo di fatto questo tipo di finanziamento riservato ai lavoratori pubblici.
Se per i dipendenti è più difficile per i pensionati diventa addirittura impossibile:
quale che sia il tipo di pensione percepito ed anche l'entità di quota da pignorare, sia essa anche minima, nei confronti dei pensionati vige la regola che non può essere pignorata più di una quota alla volta.
Questa è la regola e non c'è modo di opporsi e, sfortunatamente, Le rende impossibile ottenere i 3.000 euro che Le occorrono nonostante avesse, a livello quantitativo del reddito, potenziale per ricevere cifre ben maggiori, analoghe a quei 10.000 euro ottenuti con la cessione del quinto.
| Prestito delega | |
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Può essere considerato a tutti gli effetti una seconda cessione del quinto.
Vediamone le caratteristiche, i vantaggi e chi può richiederlo.
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3) Mancanza di capienza reddituale per un prestito personale
L'indisponibilità della cessione del quinto e del prestito delega è ora assodato, passiamo dunque a verificare la possibilità di ottenere i 3.000 euro senza nuovo pignoramento.Non abbiamo indicato questa strada subito perché essa prevede che debba esserci una capienza reddituale, ossia una possibilità di far fronte alla nuova rata, ulteriore rispetto al debito di 10.000 euro già in corso.
Nel Suo caso, a fronte di 1.000 euro di trattamento pensionistico ha un impegno di 190 euro, pari a quasi il 20% dello stipendio, non a caso essendo una cessione appunto del quinto.
Se richiedesse il Mini Prestito le possibilità di esito positivo, per come la vediamo noi, sarebbero quasi nulle proprio perché la finanziaria, di fronte ad un richiedente che già sacrifica il 20% del proprio reddito per un altro debito, non potrebbe correre il rischio di farlo indebitare ulteriormente pena la possibilità concreta che poi non riesca a pagare mensilmente le rate con regolarità.
Infatti la cessione ha sempre la precedenza in quanto trattenuta operata a monte, e quindi sul reddito prima ancora che esso sia nella Sua disponibilità.
La rata del Mini Prestito sarebbe dunque la seconda, agirebbe su un reddito inferiore, ossia 810 euro circa, e avrebbe una entità di 150 euro.
Sottrarre 150 euro a chi dispone di 810 euro al mese è troppo, lasciando un residuo di reddito pari a 660 euro sugli originari 1.000 euro.
In altre parole si verificherebbe la situazione che Lei fino a Febbraio di quest'anno disponeva di 1.000 euro al mese per far quadrare il Suo bilancio familiare ed oggi, a soli sei mesi di distanza, si troverebbe con ben un terzo del reddito in meno, situazione che si protrarrebbe per quasi due anni.
E' un cambiamento così radicale che, studiando le statistiche relative ai crediti divenuti inesigibili, induce le finanziarie a non prendere il rischio di erogare, nemmeno laddove Lei presenti un garante per rinforzare la Sua posizione.
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Nota sull'età anagrafica
Seppure tale fattore non possa mitigare i precedenti, è bene comunque rilevare che la Sua età anagrafica non si sarebbe posta come limite dal punto di vista della nuova erogazione dei 3.000 euro.Il Mini Prestito Bancoposta ha durata di ventidue mesi, per cui la rata che avrebbe pagata come ultima sarebbe stata richiesta nel corso del Suo settantunesimo anno, età ancora ampiamente sufficiente e al di sotto dei limiti imposti per l'anzianità del richiedente.
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L'età massima per ricevere un prestito è regolata per legge solo in alcuni casi. Le finanziarie non possono superare i limiti legali ma possono abbassarli.
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Conclusioni
Le conclusioni sono purtroppo abbastanza semplici da trarre:in assenza di una possibilità di rinnovo della cessione in corso, della possibile stipula di un nuovo contratto di prestito delega e la mancata disponibilità di maggior reddito per dare più garanzia alla finanziaria noi non vediamo quale possa essere la strada da percorrere per ottenere la nuova liquidità desiderata.
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Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 14-06-2021
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