Ulteriore prestito dopo la cessione del quinto. Si può ottenere?

Dopo aver fatto la cessione del quinto avere ulteriori prestiti diviene difficile. Vediamo i motivi e le possibili soluzioni per avere nuovi finanziamenti.

possibili prestiti dopo aver fatto cessione del quinto
La cessione del quinto è una risorsa di grande valore in mano a molti lavoratori dipendenti e pensionati.
La combinazione fra una rata abbastanza consistente ed una durata massima fino a dieci anni consente di ottenere un netto ricavo (importo erogato effettivamente) spesso molto consistente.
Ma dopo aver fatto cessione, cosa fare se si ha bisogno di ulteriore liquidità?
Ebbene, non è semplice muoversi perché si è già impegnata una importante fetta del proprio reddito, ma a ben vedere qualche possibilità di accesso al credito è ancora ammissibile.

Far fruttare un eventuale residuo di quota cedibile

Quando di pensa alla cessione subito si assume che tutta la quota cedibile venga impegnata nel prestito.
Ho un reddito di 1.200 euro?
Ecco che farò una cessione con rata di 240 euro, cioè l'intero quinto del mio stipendio o pensione.
In realtà nulla vieta di cedere solo una parte della quota.
Chi decide per questa soluzione si trova un margine da impiegare qualora abbia nuova esigenza di liquidità prima di un eventuale rinnovo della cessione.
Nel caso di prima, se la mia cessione fosse stata di solo 150 euro, ecco che ora avrei altri 90 euro per richiedere un comune prestito personale.
La cosa è fattibile perché la finanziaria che eroghi questo prestito potrà osservare che il peso complessivo delle rate che il debitore dovrà fronteggiare rimane comunque nel livello del 20% del totale del reddito e quindi abbastanza sopportabile.
Con questo importo e una durata medio lunga, molto difficile però arrivare ai centoventi mesi della cessione del quinto, si possono ottenere cifre interessanti, come 5.000 o 6.000 euro in ottantaquattro mesi.

A quanto ammonta la rata di un prestito da 5.000 euro e quali sono i tassi e le durate disponibili?

Optare per un rinnovo. Ma i requisiti temporali ci sono?

Altra strada per ottenere nuova liquidità:
cedere nuovamente il quinto e con parte del ricavato chiudere la precedente cessione.
E' una pratica molto diffusa, a volte anche troppo, ma che consente di arrivare all'obiettivo facilmente.
Rinnovare è accettabile per la finanziaria perché la rata rimane quella, non se ne aggiungono di nuove, e questa è sempre pagata mediante prelievo diretto sullo stipendio.
Il rinnovo sottostà a specifici limiti, legati alla durata complessiva del prestito e al numero delle rate già pagate.
In linea di massima si deve essere giunti con il rimborso almeno alla quarantottesima rata, per quanto attiene alle cessioni decennali, quelle più diffuse.
In caso di cessioni sotto i cinque anni il rinnovo può essere fatto in qualsiasi momento.

Come procedere al rinnovo della cessione del quinto, quali sono i termini temporali, quali le alternative e i costi da sostenere

Cedere un ulteriore quinto

Questa via è quella che consente di ottenere gli importi maggiori.
La cessione del secondo quinto, o prestito delega, può durare anch'essa fino a dieci anni e la rata può essere pari alla quota cedibile.
Il prestito delega è ammissibile anche se c'è una cessione perché anche qui la rata è pignorata, ossia prelevata alla fonte mediante versamento diretto da parte del datore di lavoro.
L'unico elemento che influisce negativamente sull'importo ottenuto è che generalmente i tassi applicati sono lievemente più elevati.
Ne deriva un netto ricavo inferiore, ma la differenza è generalmente abbastanza contenuta.
Il maggior limite del prestito delega è che non tutti possono farlo e che deve comunque esserci l'ok del datore di lavoro.
Quest'ultimo aspetto diverge dalla prima cessione in cui il datore non ha voce in capitolo e spetta al dipendente di diritto.

Può essere considerato a tutti gli effetti una seconda cessione del quinto. Vediamone le caratteristiche, i vantaggi e chi può richiederlo.

Un prestito con garanzia immobiliare

Ne parleremo in maniera molto stringata.
Esiste una forma di prestito in cui si può ottenere della liquidità attraverso un proprio immobile, a patto di avere più di 65 anni.
L'importo concesso è di poco superiore alla metà del valore dell'immobile e non si dovrà pagare alcuna rata.
Questo è il motivo per cui la presenza di una cessione in corso non genera alcun problema di eccesso di rate da fronteggiare.
Alla morte del debitore / titolare dell'immobile saranno gli eredi a decidere se riscattare l'immobile o cederlo al creditore.
E' una forma di prestito molto poco diffusa in Italia (a differenza dell'estero).

Il prestito vitalizio è riservato alla terza età e pone un immobile a garanzia dell'importo erogato

Ricorrere ad altre forme di prestito pignoratizio

Avendo già una quota pignorata per la cessione un'altra soluzione possibile è ricorrere ad un ulteriore prestito pignoratizio, non basato però sul reddito.
In sostanza siamo di fronte alla possibilità di pignorare un bene prezioso al fine di ricavarne una liquidità che può rappresentare una buona percentuale del valore di stima, anche l'80% in alcuni casi.
Visto che il prestito viene garantito dal debitore con questo oggetto prezioso, la presenza della cessione in corso è del tutto indifferente,
Appare subito evidente la maggior criticità di questa forma di finanziamento, ossia si deve essere in possesso di qualcosa da impegnare e questo oggetto deve avere un valore tale da fruttarci la liquidità di cui abbiamo effettivamente bisogno al momento.

Il prestito su pegno è rapido, possono ottenerlo anche i cattivi pagatori, ed è rinnovabile più volte

Altre soluzioni?

Altre soluzioni per la intervenuta necessità di liquidità non ci sono.
Ricorrere a comuni prestiti personali, finalizzati o mutui di vario genere, non è pensabile.
Chi è che potrebbe erogarci una qualsiasi cifra quando sa che abbiamo già in corso un pignoramento sullo stipendio / pensione per la cessione del quinto?
Si entrerebbe immediatamente in un discorso di sovraindebitamento e il rischio che il pagamento delle rate del nuovo prestito cominci ad avvenire in ritardo o addirittura ad essere omesso.
Nessuna finanziaria può correre un rischio del genere, in cui l'azione di recupero crediti si andrebbe necessariamente ad essere più complessa e i tempi di un rientro ad allungarsi.
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 14-10-2020




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