Dipendente con 1.600 euro di stipendio e rata mutuo di 400 euro. Potrebbe ottenere un importo maggiore?
I parametri con cui la banca decide quanto erogare non dipendono esclusivamente dal reddito. Vediamo cosa altro incide (per Lei e per chiunque altro)
Domanda:

Dipendente statale a tempo indeterminato da 6 anni.
Stipendio di 1580 euro da busta paga.
La banca chiede il CUD e calcola da lì la rata massima intorno ai 400 euro e L importo massimo che posso chiedere alla banca per l'acquisto prima casa 120.000 euro.
Nonostante potrei pagare una rata superiore.
Come mai la banca non mi concede un mutuo più alto?
(Domanda inserita il 03-08-2022 sulla pagina:
Un mutuo con stipendio di 1.600 euro, assunto da tre mesi. Quanto si può richiedere?)
Risposta:
Gentile Utente,spesso si tende a considerare un atteggiamento generale come una vera e propria regola:
se generalmente viene erogato un mutuo con rata intorno al terzo dello stipendio, nel Suo caso quindi qualcosa più 500 euro, perché questa volta è avvenuta una sottostima delle capacità reddituali e si è riusciti ad ottenere soltanto una frazione del totale possibile?
La risposta è nella natura di quel generalmente che abbiamo evidenziato.
La banca non può, e non deve assolutamente, trattare tutti i clienti in modo uguale.
Ci sono condizioni in cui a parità di reddito vengono erogati mutui di diverso capitale o, a volte, vengono addirittura negati ad uno dei due richiedenti.
Ne è un esempio un utente che ci scrisse anni fa perché pur essendo dipendente a tempo indeterminato da venti anni, con un buon stipendio, senza ulteriori debiti, non era stato finanziato dalla banca non appena aveva indicato il proprio datore di lavoro, ossia una azienda con migliaia di lavoratori, a partecipazione statale, ma che da anni e anni era ormai in una profonda crisi.
A prescindere poi dal richiedente e dalle Sue caratteristiche reddituali possono intervenire anche altri fattori, come ad esempio la propensione ad erogare della banca a cui si è rivolto.
Non tute le banche hanno la stessa aggressività sul mercato del credito, e lo dimostra la consistente differenza delle varie offerte dei vari istituti:
se si confrontano infatti i tassi praticati si hanno delle differenze cospicue, con da un lato percentuali più moderate di quelle banche che vogliono farsi un nome o acquisire a tutti i costi nuovi clienti, e dall'altro banche che propongono dei tassi nettamente superiori, preferendo piuttosto non erogare che farlo con margini di guadagno ridotto.
Cosa può fare dunque?
Innanzitutto va accettato che la banca prenda le proprie decisioni perché sono loro che devono erogare un capitale, 120.000 euro, di cui sono responsabili di fronte a tutti i risparmiatori della banca stessa.
Dopo di questo sarebbe opportuno farsi fare dei preventivi presso altri istituti o magari, almeno inizialmente, fare dei confronti con le piattaforme online per vedere quali siano le differenze almeno per grandi numeri.
Se scopre da queste attività che ha qualche margine di maggior affidamento (e noi sospettiamo di si) dovrà semplicemente cambiare banca ed andare presso quella che Le fa la proposta più conveniente, sia dal punto di vista del capitale erogato che dei tassi applicati.
Da ultimo, perché riteniamo sia uno strumento da gestire con molta delicatezza, potrebbe, dopo aver ottenuto il mutuo anche ricorrere ad un secondo finanziamento basato sulla cessione del quinto dello stipendio.
Come dipendente statale e praticamente certo che abbia questa possibilità.
Va ricordato, perché le finanziarie spesso non evidenziano bene la possibilità, che per cessione del quinto va letto in realtà "cessione fino ad un quinto", ovvero che si può sempre fare una cessione parziale.
Perché sottolineiamo questo?
Perché Lei dopo che Le fosse accordato il mutuo dovrebbe vivere con uno stipendio netto di circa 1.100 euro (considerando la rata da 400 euro). Se a questo togliesse un ulteriore quinto, che viene comunque calcolato sullo stipendio totale a prescindere dall'esborso del mutuo, avrebbe un aggravio di altri 300 euro mensili, che sono appunto un quinto di 1.500 euro.
Sommando le due rate arriverebbe a 700 euro di impegno e 800 euro mensili per far quadrare il Suo bilancio familiare.
Passare da adesso che dispone di 1.500 euro a dopo che ne avrebbe soltanto 800 potrebbe essere molto traumatico!
Di qui, come accennavamo prima, cedere magari soltanto la metà del quinto disponibile potrebbe essere meno impegnativo e più sostenibile.
Saluti.
La redazione
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 03-08-2022
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