Prestiti mai rimborsati, è possibile che vadano in prescrizione?

Pur esistendo legalmente il termine di prescrizione per un prestito mai finito di pagare, nella realtà non si arriva mai a tale evento. Vediamo il perché.

prescrizione di un prestito
Cosa accade se si interrompe il rimborso di un prestito in maniera definitiva, c'è un momento in cui "finisce nell'oblio" e il debitore se ne liberà?
Ad eempio: ho un finanziamento a sessanta mesi e dopo una decina di rate, qualsiasi sia il motivo, smetto del tutto di pagare.
E' possibile che, ad un certo punto, quel debito vada in prescrizione?
Le risposte sono due, una di natura del tutto teorica e una più realistica.
Vediamole di seguito per poi trarre le dovute conclusioni.

Esiste la prescrizione per un prestito mai rimborsato? Risposta teorica

Spesso chi si trova nella condizione di non potere / volere pagare le rate di un finanziamento crede che la legge preveda, in sostanza, che dopo dieci anni che si va avanti in questo comportamento il creditore perde il diritto di richiedere i propri soldi.
Niente di più sbaliato!
In primo luogo se si smette di pagare le rate lo si potrà fare solo per sei rate (o anche meno), dopo di che avverrà la decadenza del beneficio del termine e il debito diverrà esigibile non più a rate ma in una unica soluzione.
Per approfondire significato e implicazioni della decadenza si può leggere la seguente pagina: La Decadenza del Beneficio del Termine. Cosa è? E quando avviene?.
Perché questo accadimento è così importante?
Perché esso determina il momento da cui si inizia a contare il tempo affinché si compia la prescrizione.
Quindi, a livello legale, la prescrizione esiste, dura dieci anni, ed inizia nel momento ora citato.
Ad esempio, io potrei aver firmato un contratto di prestito nel 2019, averlo pagato fino a marzo 2020, ed aver subito la decadenza del benefico del termine sei mesi dopo, quindi a settembre 2020.
Se entro il settembre 2030 il creditore non mi verrà a bussare alla porta perderà ogni diritto di volere indietro il Suo denaro.
E' qui è il cuore della discussione:
la prescrizione avviene solo se il creditore non esige il credito.
Se mi comunica che ancora gli devo dei soldi, ecco che interrompe la prescrizione.
Passiamo dunque alla seconda risposta, quella più realistica.

Esiste la prescrizione per un prestito mai rimborsato? Risposta realistica

Si, esiste ma non avverrà mai perché il creditore ha un modo assai semplice per far sì che non si arrivi mai a prescrizione:
richiedere che il debito venga saldato!
In termini tecnici, una comunicazione in cui si intimi al debitore di assolvere al pagamento si definisce "atto interruttivo della prescrizione".
In pratica, nel momento in cui si ha un atto interruttivo ecco che avviene un azzeramento del tempo sin lì intercorso e la riproposizione di ulteriori dieci anni.
Per tornate all'esempio di prima, prestito del 2019 e decadenza nel 2020, con prescrizione dunque a settembre 2030 sarà sufficiente che il creditore ad agosto del 2030 mi inviti a pagare che i nove anni e undici mesi fin qui trascorsi perdano la loro importanza e si sposti la prescrizione del debito ad agosto 2040!
La comunicazione avverrà sempre mediante uno strumento che permetta di dimostrare che il debitore la abbia ricevuta, quindi una raccomandata con ricevuta di ritorno o una PEC ad esempio.
Inutile dire che tali strumenti prevedono che qualsiasi diffida, contestazione o richiesta fosse in essi contenuta si presume conosciuta dal destinatario, quindi ad esempio rifiutare una raccomandata e non andare poi a ritirarla in giacenza postale non servirà a sfuggire all'atto interruttivo.

Conclusioni: è ingenuo pensare di poter usufruire della prescrizione

Alcuni anni fa, si parla di almeno una quindicina, spesso si arrivava a sfuggire al debito proprio attraverso la prescrizione.
Il motivo di questo era abbastanza semplice:
il numero di debiti mai sanati non era alto (e ad onore del vero anche oggi rappresenta una piccola percentuale) e le banche erano poco attente nella gestione di queste pratiche, con il risultato che spesso saltavano gli atti interruttivi o nel corso degli anni, non avendo una accurata gestione, magari perdevano parte della documentazione attinente al credito rendendolo di fatto inesigibile.
Oggi questo è impossibile, principalmente per tre motivi:
  • Coma la digitalizzazione ormai banche e finanziarie hanno tutta la documentazione su supporti informatici, che la rendono non deperibile e di facile reperibilità e consultazione.
  • Il flusso di una pratica di recupero crediti è informatizzato, e quindi i tempi sono gestiti efficacemente e l'invio di atti interruttivi è calendarizzato elettronicamente.
  • Il recupero crediti non è quasi mai gestito dal creditore che preferisce cederlo ad aziende specializzate.
    Queste ultime pagano per acquistare questi crediti... siamo veramente ingenui al punto di pensare che dopo che hanno pagato per questi improvvisamente si dimentichino di gestirli???
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 21-06-2021




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