Prestito e rata bassa: come mantenere contenuto il costo mensile di un finanziamento

Definire l'importo da richiedere, in quanto restituirlo e con che tasso d'interesse sono i fattori chiave per determinare il peso della rata sul nostro bilancio mensile.


prestito con rata bassaI modi per mantenere la rata di un prestito il più bassa possibile non sono molti ma ci sono degli accorgimenti che fanno la differenza.
Alcuni sembrano scontati, ma altri sono meno visibili e se non ci soffermiamo ad analizzarli i nostri sforzi saranno vani.
Decidere noi di quanto abbiamo bisogno, scegliere bene la durata del prestito, non fossilizzarsi esclusivamente sul tasso d'interesse ci possono consentire di evitare il più possibile un dannoso sovraindebitamento.
Può sembrare complesso perché i punti ora citati sono sempre in qualche modo "legati" tra di loro, quindi è il caso che impariamo come scioglierli!

Calcolare esattamente di che importo si ha bisogno

L'addetto della finanziaria è a tutti gli effetti un venditore e quindi il suo obiettivo è vendere il più possibile, a prescindere da cosa occorra realmente al cliente.
In sostanza per un finanziamento è come per uno smartphone o una TV nuova:
spesso andiamo in negozio e vogliamo il tal modello, con quelle caratteristiche ma poi ci viene proposto l'altro modello che, con pochi euro in più, ci offre maggiori prestazioni.
Poi, con un altro piccolo sforzo, si arriva al modello top di gamma, che a ben vedere non costa poi una enormità in più di quello che avevamo individuato all'inizio.
E poi è un oggetto che dura nel tempo, non si compra tutti i giorni, per cui... ma si dai, prendiamoci il top di gamma.
Ebbene in finanziaria è uguale:
vado a chiedere un prestito di 8.000 euro per comprarmi una macchina usata perché quella mi serva e, se lo stipendio lo consente, sicuramente il venditore (perché ricordiamocelo che di venditore si tratta) farà l'osservazione che può arrivare a prendere 10.000 euro o anche 12.000, che magari una utilitaria nuova ci scappa, per pochi euro in più al mese.
E' molto facile cadere nel tranello...

Evitare il sovraccarico: il sovraindebitamento

Se si calcola per bene di quanto si ha bisogno si hanno molte meno possibilità di sovraccaricarsi di rate, trovandosi sovraindebitati.
Le finanziarie mantengono un certo equilibrio:
se da un lato, come dicevamo nello scorso capitolo, vogliono erogarvi più prestiti dall'altro sanno che se esagerano ecco che poi si inizierà a non pagare tutte le rate alla giusta scadenza oppure si smetterà proprio di pagarle.
Quindi, in teoria, il problema del sovraindebitamento non dovrebbe esistere ma...
In realtà le cose possono andare diversamente per scelta del debitore:
se noi abbiamo già un prestito personale per il quale ci vanno via, ad esempio, 200 euro sui 1.000 che guadagniamo mensilmente, nessuno ci vieta di fare una Cessione del quinto dello stipendio o della pensione.
Con questa forma di prestito la finanziaria sarà sicura di incassare la rata (perché viene decurtata alla fonte dallo stipendio) per cui sarà ben lieta di erogarci il nuovo finanziamento con rata, ad esempio, di 200 euro mensili. E siamo ad un carico di 400 euro...
Se avessimo bisogno di altri soldi, potremmo impegnare qualche oggetto di valore.
Nel Prestito su pegno non viene fatta nessuna considerazione circa le rate che il debitore paga proprio perché la banca, al limite, si rifà sull'oggetto impegnato.
Ecco che impegnando quell'oggetto ci carichiamo di un ulteriore esborso, non mensile ma spesso a tre, sei o dodici mesi, ma che comunque prima o poi dovrà essere affrontato.

Allungare la durata del rimborso: pro e contro

Vogliamo una rata bassa?
Cerchiamo di farci allungare il prestito il più possibile.
Il ragionamento è abbastanza intuitivo:
restituire 10.000 euro in un anno è ben più arduo che restituirli di cinque anni!
Facciamo un esempio con numeri reali:
prendiamo un prestito di 15.000 euro, al taeg del 11,55%, e restituiamolo in tre anni.
Avremo una rata mensile di 495 euro, un vero e proprio macigno sul bilancio famigliare.
Se lo stesso prestito lo restituiamo in cinque anni ecco che la rata scenderà a 330 euro, meglio di prima ma sempre qualcosa che magari ci compromette le ferie, l'auto o spese anche più importanti.
Decidiamo allora di restituirlo nel tempo massimo ammissibile, dieci anni, e avremo una rata di 210 euro, sono sempre un impegno serio e da valutare ma la situazione è molto più leggera dei casi precedenti.
Ma quali sono i contro di una durata maggiore?
Se non ce ne fossero saremmo tentati sempre di allungare il più possibile!
Ebbene il maggior costo complessivo del finanziamento è il fattore negativo più grave nell'allungamento del piano di rimborso di un prestito.
Il motivo è da ricercarsi nel fatto che gli interessi verranno calcolati per un periodo più ampio e quindi saranno più pesanti.
Negli esempi fatti prima il discorso si vede benissimo se si sommano tutte le rate, ipotesi per ipotesi:
  • nel caso del prestito restituito in tre anni pagheremo un totale di 17.820 euro.
  • Nel caso della dilazione a cinque anni pagheremo in totale 19.800 euro.
  • Nell'ultima ipotesi, quella a dieci anni, avremo un totale per rate pagate di 25.200 euro-
Tra la prima e l'ultima soluzione ci sono ben 7.380 euro, su un prestito di 15.000 euro!

Ragionare bene sul tasso d'interesse che ci viene proposto

Spesso nel confrontare i preventivi di prestito si fa molto caso al tasso d'interesse applicato e ciò è sacrosanto.
In questa sede, dove stiamo però mettendo al centro della discussione il fatto di mantenere la rata del prestito la più bassa possibile, è importante considerare tutti le condizioni che ci vengono proposta.
Se una finanziaria mi offre un tasso più basso ma mi vincola ad una restituzione più lunga è più o meno conveniente di una che ha un tasso più alto ma è disponibile a farmi rimborsare in meno tempo?
Il ragionamento da fare è trovare l'equilibrio tra il tasso d'interesse, che crescendo mi fa alzare la rata, e la durata del prestito, che allungandosi mi fa abbassare la rata.
Quindi, per non cadere in confusione, sommiamo sempre tutte le rate del finanziamento per poterlo confrontare con altri.
Questo vi permetterà di dare anche meno importanza al tasso d'interesse perché, specie laddove il rimborso avvenga in tempi brevi come due - tre anni, le differenze di tan di uno o due punti percentuali si riflettono in maniera poco significativa sulla rata.
Facciamo un esempio:
un prestito di 5.000 euro restituito in due anni con un tasso dell'8%, che è una buona offerta, costa 225 euro per rata.
Se il tasso passasse al 12%, che è una pessima offerta, la rata diverrebbe di 235 euro.
Non ci appare una differenza molto marcata e se la seconda finanziaria accettasse magari un rimborso a 36 mesi ecco che avremo una rata di 165 euro, e qui la differenza ci appare molto più marcata.
Rimane il discorso del maggior costo complessivo discusso nel precedente paragrafo, ma adesso sappiamo come calcolarlo e sarà più semplice prendere una decisione responsabile.
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 22-09-2020




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Prestito e rata bassa: come mantenere contenuto il costo mensile di un finanziamento

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