Può il garante di un prestito richiedere un finanziamento per sé stesso?

Essersi prestato per fare da garante in un prestito limita le possibilità di richiedere un finanziamento ma il margine di manovra, in alcune condizioni, può comunque esserci


reddito le caratteristiche che deve avere per ottenere un prestito Fare da garante per un prestito è un gesto di aiuto importante a chi altrimenti non potrebbe essere finanziato.
E' un ruolo di grande responsabilità ed infatti il garante è abitualmente ricercato tra la cerchia dei parenti o degli amici più stretti.
Ma cosa succede se, dopo essersi prestati a fare da garante per un figlio, un amico, un collega, si ha improvvisamente bisogno di richiedere un prestito per se stessi?
Come reagiscono le finanziarie alla richiesta?
Dipende essenzialmente da fattori relativi al reddito del garante e alla rata del prestito per cui egli si è impegnati a fornire il ruolo di garanzia.

Determinazione della forza di un garante, data dalla sua capienza

Per capienza si intende la capacità di un patrimonio (nel nostro caso meglio dire di un reddito) di far fronte ai debiti contratti.
Tanto più è alto un reddito, maggiore è la capienza.
Se guadagno 1.000 euro potrò pagare una rata inferiore che se ne guadagnassi 3.000, è ovvio.
Le finanziarie considerano una capienza "giusta", ossia non troppo onerosa per il debitore che poi rischierebbe di non farcela a pagare le rate, circa il 20% - 25% del reddito.
Ebbene, se stiamo facendo da garanti da tale percentuale andrà detratta l'intera rata del prestito per cui garantiamo.
Facciamo un primo esempio:
Tizio guadgna 1.200 euro al mese, non ha prestiti in corso e non è garante per nessuno.
La sua capeinza è pari ad una cifra che spazia tra i 240 euro e i 300 euro.
Per esperienza, è più probabile che la finanziaria consideri il dato minore, quindi 240 euro.
Un giorno Caio decide di comprare un'auto nuova e richiede un prestito con rata mensile di 150 euro, ma la finanziaria richiede un garante.
Caio va da Tizio e gli chiede di fare da garante e Tizio, che conosce Caio, la sua onestà e determinazione nell'affrontare i propri debiti accetta volentieri.
Ora la capienza di Tizio scenderà a 90 euro, ossia i 240 euro originari meno i 150 del prestito per l'auto di Caio.
Tizio potrà dunque richiedere un prestito per sé, ma solo per un importo tale che la rata non superi i 90 euro.
Facciamo un secondo esempio:
stavolta Tizio guadgna 750 euro mensili, e ha quindi una capienza di 150 euro.
Caio vuole una auto con rata da 150, gli chiedono il garante, Tizio accetta di garantire.
A questo punto Tizio non potrà richiedere nemmeno un piccolo prestito per sé perché la sua capienza è pari a zero.

Ho fatto da garante, ma ora ho reale urgenza di un prestito

Succede, ed anche spesso:
faccio oggi da garante per un prestito che dura cinque anni, poi tra tre anni ho bisogno di contante per una qualsiasi spesa importante ed imprevista.
Se non ho alcuna capienza, o questa è veramente ridotta, come faccio a farmi finanziare?
Posso "uscire" dal ruolo di garante? Ci sono altre strade?
Circa la possibilità di abbandonare il ruolo di garante vi rimandiamo al prossimo paragrafo.
Invece qui cerchiamo di indivduare una paio di soluzioni alternative, non alla portata di tutti ma che comunque esistono e vanno valutate.
Entrambe di fondano sullo stesso principio:
fornire una garanzia forte che potremo rimborsare il prestito anche se siamo al contempo garanti per qualcuno.
Tali garanzie sono:
  • una porzione del reddito destinata, con sicurezza, al nuovo prestito
  • un oggetto di valore
Nel primo caso si parla di una Cessione del quinto.
La finanziaria a quel punto si disinteressa della capienza residua calcolata come prima detto, perché ha la certezza che la rata sarà pagata in quanto viene detratta alla fonte, dal datore di lavoro.
La cessione del quinto è però riservata ad alcune categorie specifiche di lavoratori.
Il secondo punto invece è il classico Prestito su pegno.
La banca non avrà problemi ad erogare il prestito in quanto, in caso di mancato rimborso, potrà rientrare del proprio denaro mediante la vendita forzata del bene stesso.

Ho delle nuove esigenze, voglio uscire dal ruolo di garante

L'abbandono del ruolo del garante è teoricamente possibile, ma il creditore deve essere d'accordo.
In altre parole, dopo alcuni mesi / anni che stiamo facendo da garante ne vogliamo venire fuori.
Ecco che si dovrà richiedere alla finanziaria il permesso per farlo.
E' abbastanza scontato il rifiuto, ed il motivo è banale:
se in sede di erogazione del finanziamento era stata richiesta questa figura è probabile che serva ancora ancora.
E' molto raro che venga concessa tale "uscita".
L'altra soluzione è quella che il debitore princiaple chieda un prestito per estinguere il precedente in una unica soluzione.
In questo nuovo prestito non verrà inserito il garante e quindi egli sarà libero di ricorrere al credito avendo riconquistato la propria capienza.
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 02-07-2020




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