Proviamo a sfatare un mito: le finanziarie prestano soldi... a chi ce li ha già!

A senso questa affermazione? Oppure è spesso frutto della frustrazione che naturalmente ci assale quando siamo in difficoltà?


sfatare un mito: le finanziarie prestano soldi a chi ce li ha già "Le finanziarie prestano i soldi solo a chi ce li ha già!" chi di noi non ha mai esclamato questa affermazione o almeno si è fatto venire il dubbio?
In effetti a volte potrebbe sembrare proprio così.
Eppure se si approfondisce un po' il senso del ragionamento che segue una banca o finanziaria per decidere a chi affidare il proprio denaro si capisce perché ciò non è completamente vero.

Premessa: l'obiettivo di ogni finanziaria

Noi, quando abbiamo bisogno di soldi, vediamo solo il nostro obiettivo, ossia farci erogare un prestito.
Proviamo a chiederci quale è l'obiettivo di una finanziaria:
il suo obiettivo è prestare quanti più soldi può in modo da intascare le rate che sono gravate da corposi interessi che permettono loro di realizzare buoni guadagni.
Quindi, ogni volte che una finanziaria nega un prestito ci rimette dei soldi perché non guadagnerà su di voi.
Inoltre, dopo avervi dato un prestito, statisticamente nel tempo tornerete a chiederne altri!.
La finanziaria dunque non guadagna oggi e molto probabilmente perde la possibilità di un guadagno futuro. In parole povere un vero disastro!

Ma allora, a chi li prestano i soldi?

La risposta è banale:
a chi, ragionevolmente, dimostra di poterli restituire.
Internet è piena di bufale relative a miracolosi "prestiti senza busta paga", "prestiti per disoccupati" etc. etc.
Anche noi ne abbiamo parlato:
un prestito viene concesso ad un disoccupato si, ma in cambio questi deve almeno lasciare un bene prezioso in pegno.
E ancora, un prestito viene rilasciato anche a chi non ha una busta paga, ma deve comunque avere un reddito, quasi sempre da lavoro, e chiaramente dimostrabile.

E quanti ne prestano?

Ne presteranno quella quantità tale che la rata sia adeguata alle disponibilità economiche di chi riceve il denaro.
Si è visto nel tempo che se ad un cliente viene imposta una rata che è maggiore al 20% - 25% del suo reddito ecco che molto probabilmente prima o poi salterà qualche rata o addirittura smetterà di pagarle definitivamente.
Il motivo, se ci pensiamo, è molto semplice ed eccone un esempio:
se io vivo con 1.000 euro al mese e mi accollo una rata di 200 mi rimangono 800 euro per vivere.
L'affitto corre lo stesso, le bollette pure, dovrò fare la spesa per mangiare e vestirmi, e poi qualche serata fuori con amici e parenti.
Passando da 1.000 a 800 ecco che proprio le serate fuori salteranno perché non ci saranno più i soldi necessari, ma tutto il resto ancora ce la farò a pagarlo.
Pazienza, la sera a casa a guardare la TV e via.
Immaginiamo invece che ci passino un prestito con una rata di 400 euro.
Ci rimarranno 600 euro e quindi, pagato affitto e bollette, sarà complicato anche fare la spesa per mangiare.
Fra non riuscire a pagarsi la spesa per mangiare e saltare una rata che scegliereste?
Naturalmente la seconda opzione, è naturale e seppur grave molto condivisibile.

Che succede quando non paghiamo (dal punto di vista della banca?)

Senza entrare nei tecnicismi della azioni di recupero credito e nella possibilità di cedere i crediti divenuti difficilmente esigibili facciamo un esempio molto chiaro e semplice:
supponiamo che ci venga erogato un prestito di 5.000 euro a 36 mesi, con una rata di 160 euro.
Se noi moltiplichiamo i 160 euro per 36 vedremo che loro ricevono, a fronte dei 5.000 euro erogati, 5.760 euro e quindi possiamo affermare che il loro ricavo è 760 euro.
Hanno ovviamente dei costi, legati al personale che vi accoglie, vi prospetta il prestito, al loro sito per le richieste online, per gli impiegati amministrativi etc.
Ma si può dire che una volta erogato il prestito questi 760 euro arrivano quasi automaticamente.
Se si smette di pagare le rate, per qualsiasi motivo, ecco che inizia una lungaggine di telefonate più o meno "minacciose", comunicazioni scritte e altre azioni che hanno un costo.
Quindi, non solo rischiano di non rivedere i loro soldi (5.000 euro), ma anche di rimetterci il loro utile (i 760 euro), dopo aver pagato i costi fissi che dicevamo sopra più i soldi per l'azione di recupero credito.
Siamo onesti: e' condivisibile che siano molto attenti prima di erogare prestiti?
Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 08-08-2020




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