Tasso d'interesse di un prestito, quando è da considerarsi buono e quando no?

Oggi cerchiamo di capire se il tasso d'interese che ci viene praticato su di un prestito sia "buono" o meno, imparando quali sono i fattori disciminanti per farsi una idea il più precisa possibile.

tasso d'interesse di un prestito buono o menoIl tasso d'interesse di questo prestito è buono o no? Sto facendo un affare o mi stanno facendo pagare una mole esagerata di interessi?
Questa è una delle domande che più spesso ci si pone, sia nel momento di valutare se prendere o meno un prestito, sia in un successivo momento quando magari si fa il confronto su quale tasso stanno pagando amici o colleghi sui loro rispetti finanziamenti.
Ebbene la prima cosa da chiarire è che non esiste un tasso buono di per sé, applicabile indistintamente a qualsiasi prestito e a qualsiasi debitore proprio perché ogni prestito è diverso da tutti gli altri così come lo sono i diversi soggetti debitori.
L'idea che un tasso d'interesse sia generico ed uguale per tutti i prestiti ci viene dalle offerte pubblicitarie:
la finanziaria X promuove il suo prestito di 10.000 euro restituibile in un certo numero di rate con un taeg, per ipotesi, del 7,9%.
Va però chiarito subito che quell'offerta non è valida per tutti ma solo per una, a volte, ristretta fascia di consumatori.
In altre parole un dipendente pubblico con contratto a tempo indeterminato avrà molte più possibilità di riuscire a prendere quella vantaggiosa offerta del lavoratore con partita Iva.
Si badi, anche quest'ultimo sarà senz'altro finanziabile, ma il tasso praticato molto probabilmente sarà maggiore.

Il tasso d'interesse migliore per un prestito. Come conoscerlo allora?

Assodato che non esiste un tasso oggettivamente migliore perché esso è influenzato da molti fattori come possiamo capire se quel tasso è realmente il più vantaggioso per noi?
L'unico modo per capirlo è richiedere quanti più preventivi possibile, al fine di valutare quale tasso una finanziaria sia disposta a praticare proprio a noi e non ad un cliente generico come spesso viene fatto nelle offerte.
Quindi l'offerta dovrà su di noi essere cucita, in considerazione dell'importo preciso che andremo a chiedere, a quale rata possiamo permetterci di pagare, a tutte le caratteristiche che forniscono garanzia di pagamento delle rate, ossia se siamo lavoratori o pensionati, dipendenti o autonomi o liberi professionisti.
Inciderà inoltre se abbiamo altri prestiti in corso o se ne abbiamo fatti in passato.
E' dunque evidente che ognuno di noi si troverà in una diversa posizione in base ai fattori ora elencati e godrà quindi di un trattamento diverso.

Confrontare la media nazionale con il proprio preventivo, ha senso?

Spesso per capire se si sta pagando un giusto prezzo per un qualsiasi bene o servizio si può fare banalmente un confronto con la media del mercato:
"...ieri a cena per una pizza e una birra ho speso 20 euro, ci può stare, è generalmente quello che pago in tutte le pizzerie, quando sono a casa e quando fuori città...", sicuramente avremo fatto molte volte un ragionamento del genere.
Ma esiste un punto di riferimento nazionale per la media dei tassi praticati da banche e finanziarie nei prestiti personali o le cessioni del quinto, o sulle carte di credito o i fidi bancari?
Si, esiste, ed è una rilevazione che la Banca d'Italia esegue trimestralmente per sentire il polso dell'intero mercato creditizio.
E allora si può provare a fare questo confronto, ricordando però il punto di partenza dell'intero discorso:
ogni debitore viene trattato differentemente, quanto a tasso d'interesse, dalle finanziarie e quindi il confronto deve essere tra il tasso specifico a lui applicato e quanto rilevato dalla Banca d'Italia.
Se invece si facesse il confronto con i tassi in promozione il conto non tornerebbe mai.
Facciamo un esempio pratico, prendendo a riferimento il tasso d'interesse (tegm) per un prestito personale che venisse erogato oggi da una delle finanziarie più importanti nel panorama italiano, così come promosso in pubblicità.
Dal loro sito rileviamo che un prestito di 14.000 euro, restituibile in 96 rate da 191 euro, avrà un TAEG del 7,24%.
La rilevazione della Banca d'Italia ci dice che nell'ultimo trimestre la media è stata del 9,57%.
Se ci fermassimo a questi due valori potremo dire che il tasso praticato è ottimo, ben al di sotto della media nazionale.
Tuttavia, se si andasse a fare un preventivo presso la nota finanziaria si potrebbe scoprire che il tasso a noi riservato sarebbe maggiore perché magari noi abbiamo un reddito un po' troppo basso rispetto alla rata da pagare, o perché abbiamo magari un altro piccolo prestito in corso o per tante altre possibili ragioni.
Scopriremmo così che a noi verrà praticato un TAEG del 11,5%.
Con questo valore potremo allora valutare la bontà dell'offerta, osservando che a fronte di una media nazionale del 9,57% a noi stanno chiedendo ben due punti percentuali in più, ed è abbastanza normale decidere di continuare la nostra ricerca per valutare se ci sia qualche finanziaria in grado di farci una offerta più vantaggiosa.

Pubblicato da: Andrea De Magistris - Aggiornato il 20-09-2022




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Domanda posta alla redazione il 20-09-2022:
Buongiorno, ho visto in pubblicità la nuova televsione di Sky e si può comprarla a rate, di un anno oppure due anni. Non ci sono interessi ...

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Acquisto tv Sky Glass a rate, perché non ci sono gli interessi?